Alda Merini – Quelle Come Me

Quelle come me regalano sogni, anche a costo di rimanerne prive.

Quelle come me donano l’anima,

perché un’anima da sola è come una goccia d’acqua nel deserto.

Quelle come me tendono la mano ed aiutano a rialzarsi,

pur correndo il rischio di cadere a loro volta.

Quelle come me guardano avanti,

anche se il cuore rimane sempre qualche passo indietro.

Quelle come me cercano un senso all’esistere e, quando lo trovano,

tentano d’insegnarlo a chi sta solo sopravvivendo.

Quelle come me quando amano, amano per sempre.

e quando smettono d’amare è solo perché

piccoli frammenti di essere giacciono inermi nelle mani della vita.

Quelle come me inseguono un sogno

quello di essere amate per ciò che sono

e non per ciò che si vorrebbe fossero.

Quelle come me girano il mondo alla ricerca di quei valori che, ormai,

sono caduti nel dimenticatoio dell’anima.

Quelle come me vorrebbero cambiare,

ma il farlo comporterebbe nascere di nuovo.

Quelle come me urlano in silenzio,

perché la loro voce non si confonda con le lacrime.

Quelle come me sono quelle cui tu riesci sempre a spezzare il cuore,

perché sai che ti lasceranno andare, senza chiederti nulla.

Quelle come me amano troppo, pur sapendo che, in cambio,

non riceveranno altro che briciole.

Quelle come me si cibano di quel poco e su di esso,

purtroppo, fondano la loro esistenza.

Quelle come me passano inosservate,

ma sono le uniche che ti ameranno davvero.

Quelle come me sono quelle che, nell’autunno della tua vita,

rimpiangerai per tutto ciò che avrebbero potuto darti

e che tu non hai voluto.

Marsili

Il Marsili è un gigante silenzioso situato nel cuore del Mar Tirreno, tra la Calabria e la Sicilia. È il vulcano più grande d’Europa e uno dei più imponenti al mondo, ma essendo completamente sottomarino, resta invisibile ai nostri occhi. Fa parte di una catena di vulcani sottomarini nel Tirreno, ma è l’unico ad avere dimensioni così “mostruose”. È stato scoperto solo negli anni ’20 e prende il nome dallo scienziato Luigi Ferdinando Marsili.

Identikit del Gigante

  • Dimensioni: È lungo circa 70 km e largo 30 km. Per dare un’idea, la sua base è più estesa di quella dell’Etna.
  • Altezza: Si eleva per circa 3.000 metri dal fondo oceanico, ma la sua cima rimane a circa 450 metri sotto il livello del mare.
  • Natura: È un vulcano attivo. Le ultime indagini indicano che la sua attività idrotermale e sismica è ancora presente.

Il rischio reale: Tsunami, non lava

Molti temono un’eruzione esplosiva, ma il vero rischio legato al Marsili non è tanto la lava (che verrebbe mitigata dal peso dell’enorme colonna d’acqua sovrastante), quanto la stabilità dei suoi fianchi.

  • Il collasso: Le pareti del vulcano sono fatte di rocce fragili e alterate. Una forte scossa di terremoto o un’eruzione violenta potrebbe causare una frana sottomarina di proporzioni enormi.
  • L’effetto: Lo spostamento di una tale massa d’acqua genererebbe un’onda di tsunami che potrebbe colpire le coste tirreniche (Campania, Calabria, Sicilia) in meno di 30 minuti.

Stato attuale e monitoraggio

Nonostante la sua pericolosità potenziale, non c’è un allarme immediato. È sotto costante osservazione dall’INGV (Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia). La sfida principale resta la difficoltà tecnologica di monitorare un vulcano a tali profondità rispetto a quelli sulla terraferma.

Molly Malone

Illustrazione di Molly Malone, giovane pescivendola dai capelli rossi, in piedi accanto al suo carretto di legno pieno di cesti di vongole e cozze tra le strade acciottolate della vecchia Dublino. Lo stile è quello di un disegno d'epoca con la scritta 'Alive, alive, oh!'.

Molly Malone è la protagonista di una delle canzoni popolari più famose d’Irlanda, diventata un vero e proprio simbolo non ufficiale della città di Dublino.

Ecco la sua storia, in bilico tra leggenda e realtà:

La Leggenda e la Canzone

Il brano, noto anche come “Cockles and Mussels” (Vongole e Cozze), racconta di una giovane e bella pescivendola che girava per le strade di Dublino spingendo il suo carretto e gridando: “Alive, alive, oh!”.

Secondo la ballata, la povera Molly morì tragicamente a causa di una febbre (probabilmente tifo) e il suo fantasma continua ancora oggi a vagare per le vie della città vecchia.

Realtà o Finzione?

Nonostante Molly Malone sia una figura iconica, non ci sono prove storiche certe che sia esistita davvero.

  • La teoria storica: Alcuni ricercatori hanno identificato una “Mary Malone” morta a Dublino il 13 giugno 1699. Per questo motivo, il 13 giugno è diventato ufficialmente il Molly Malone Day.
  • L’immagine ambigua: Spesso viene descritta come una ragazza che di giorno vendeva pesce e di notte faceva la prostituta (o “cortigiana”), sebbene la canzone originale non lo specifichi affatto. Questa interpretazione ha alimentato il soprannome scherzoso dato alla sua statua: “The Tart with the Cart” (la sfacciata con il carretto).

Curiosità

A Dublino si trova la sua celebre statua in bronzo in Suffolk Street. È tradizione locale (e un po’ turistica) sfregare il seno della statua come portafortuna, motivo per cui quella parte del bronzo appare molto più lucida e chiara rispetto al resto.

 

Gingerly – Stay True

Trovata la canzone dello spot olimpico di Samsung: “Stay True” di Gingerly.

 

🎶 Stay true, stay you 

Even through the hardest times, I’m here for you

And I hope you know I’ll always keep you close

I’m never too far from reach 

And I hope you know we’ll make it through the storm

You’re never too far from me 🎶

L’anno bisestile

Il motivo per cui si ricorre all’anno bisestile è per correggere il disallineamento che si creerebbe tra il nostro calendario (il calendario gregoriano) e il tempo che la Terra impiega realmente per completare un’orbita attorno al Sole.

Ecco una spiegazione più dettagliata:

1. 🌍 L’Anno Solare Reale

  • Un anno solare non dura esattamente 365 giorni.
  • Il tempo preciso che la Terra impiega per girare intorno al Sole è di circa 365 giorni, 5 ore, 48 minuti e 45 secondi.
  • Questo valore è approssimativamente 365.2422 giorni.

2. 📅 Il Problema del Calendario

  • Se usassimo un calendario fisso di 365 giorni esatti ogni anno, dopo solo 4 anni avremmo accumulato un ritardo di quasi un giorno (4 \times 0.2422 \approx 0.9688 giorni).
  • Nel corso dei secoli, questo piccolo ritardo si sommerebbe, causando lo spostamento delle stagioni. Ad esempio, l’inizio della primavera finirebbe per cadere sempre più tardi nel calendario.

3. ✨ La Soluzione: Il Giorno Bisestile

  • Per rimediare a questo, aggiungiamo un giorno (il 29 febbraio) ogni quattro anni.
  • In questo modo, compensiamo le circa 6 ore che si accumulano ogni anno (6 \text{ ore} \times 4 \text{ anni} = 24 \text{ ore}, ovvero 1 giorno intero).

4. 🤓 La Regola del Calendario Gregoriano

L’aggiunta del giorno ogni 4 anni è un’ottima approssimazione, ma è ancora un po’ troppo (ricorda, non sono esattamente 6 ore, ma circa 11 minuti in meno).

Per una precisione ancora maggiore, il calendario gregoriano stabilisce queste regole, rendendo il sistema quasi perfetto:

  • Regola 1: Un anno è bisestile se è divisibile per 4 (es. 2024, 2028).
  • Regola 2 (Eccezione): Un anno non è bisestile se è divisibile per 100 (es. 1900, 2100), A MENO CHE…
  • Regola 3 (Seconda Eccezione): …non sia anche divisibile per 400 (es. 2000, 2400).

In sintesi, l’anno bisestile esiste per mantenere il nostro calendario sincronizzato con il ritmo cosmico della Terra e assicurare che eventi come gli equinozi e i solstizi (che segnano l’inizio delle stagioni) cadano sempre attorno alle stesse date.

Il nome “bisestile” deriva direttamente dal latino antico, ai tempi della riforma del calendario operata da Giulio Cesare nel 46 a.C.

📜 L’Origine Latina

Il termine deriva dalla locuzione latina:

Che significa letteralmente:

  • Bis = Due volte / Ripetuto
  • Sextus = Sesto
  • Dies = Giorno
  • ante Kalendas Martias = prima delle Calende di Marzo (cioè prima del 1° marzo).

📅 La Collocazione del Giorno Aggiunto

Nel calendario romano (giuliano), il giorno veniva contato all’indietro rispetto alle Calende (il primo giorno) del mese successivo.

  • Il 24 febbraio veniva chiamato sexto die ante Kalendas Martias (sesto giorno prima delle Calende di Marzo).
  • Invece di aggiungere il giorno extra alla fine del mese (come facciamo oggi con il 29 febbraio), i Romani lo intercalavano subito dopo il 24 febbraio.
  • Questo giorno “ripetuto” veniva chiamato il bis sextus dies (il “sesto giorno ripetuto due volte” o “due volte il sesto giorno”).

Da questa espressione, il nome si è contratto in bisextus e poi è arrivato all’italiano bisesto, da cui l’aggettivo bisestile.

Quindi, “bisestile” si riferisce a quel giorno che, storicamente, era il “sesto giorno ripetuto” prima dell’inizio di marzo.

 

Pattinaggio di figura su ghiaccio ⛸️

Il Pattinaggio su Ghiaccio: Storia, Tecnica e Discipline

Il pattinaggio su ghiaccio è uno sport e un’attività ricreativa che si pratica su una superficie ghiacciata. Ha origini che risalgono a diversi secoli fa, evolvendosi da mezzo di trasporto a disciplina olimpica tra le più amate.

L’Evoluzione Storica

  • Origini antiche: Le prime forme di pattinaggio risalgono al 3000 a.C. in Scandinavia, dove gli abitanti utilizzavano ossa di animali fissate ai piedi per spostarsi sui laghi ghiacciati.
  • Sviluppo in Europa: Nel XVIII secolo, il pattinaggio divenne popolare in Europa, specialmente in Gran Bretagna e nei Paesi Bassi. In questo periodo iniziarono a emergere stili più artistici che includevano le prime “figure” tracciate sul ghiaccio.
  • Formalizzazione: Nel XIX secolo nacquero le prime competizioni ufficiali. La prima si tenne nel 1841 a Edimburgo, in Scozia.
  • Federazioni e Olimpiadi: Nel 1892 venne fondata la International Skating Union (ISU) per standardizzare le regole. Il pattinaggio di figura entrò nel programma olimpico nel 1908 (inizialmente nelle Olimpiadi estive), diventando un pilastro dei Giochi Invernali dal 1924.

I Salti nel Pattinaggio di Figura

I salti sono gli elementi più acrobatici. Si distinguono in base alla lama utilizzata per lo stacco e alla direzione di entrata. Tutti i salti (tranne l’Axel) partono all’indietro e atterrano sul bordo esterno indietro del piede opposto.

  • Salto Axel: È il salto più difficile poiché è l’unico con un’entrata in avanti. Per questo motivo, prevede sempre una mezza rotazione extra per permettere l’atterraggio all’indietro (es. l’Axel singolo ha 1.5 rotazioni, il triplo 3.5).
  • Salto Lutz: Si esegue partendo dal bordo esterno indietro del pattino, utilizzando la punta dell’altro piede per darsi la spinta. È molto complesso per via della controrotazione rispetto alla traiettoria.
  • Salto Flip: Simile al Lutz, ma si parte dal bordo interno indietro. Si utilizza la punta del pattino libero per staccare.
  • Salto Toe Loop: Uno dei salti più comuni nelle combinazioni. Parte dal bordo esterno indietro e usa la punta del pattino per lo stacco.
  • Salto Salchow: Un salto “di lama” (senza l’uso della punta) che parte dal bordo interno indietro. Prende il nome dal suo inventore, Ulrich Salchow.
  • Salto Rittberger (Loop): Un altro salto di lama. Parte dal bordo esterno indietro e, a differenza degli altri, l’atleta atterra sullo stesso piede e sullo stesso bordo di partenza.

Le Trottole (Spins)

Le trottole mettono in mostra equilibrio e flessibilità. Vengono valutate per velocità, numero di giri e precisione della posizione.

  • Trottole in posizione verticale (Upright Spin): Il pattinatore ruota in posizione eretta. Una variante famosa è la biellmann, dove l’atleta afferra il pattino sopra la testa.
  • Trottole d’angelo (Camel Spin): Il corpo forma una “T”, con la gamba libera estesa all’indietro parallelamente al ghiaccio.
  • Trottole in posizione seduta (Sit Spin): Il pattinatore si abbassa finché il bacino non è sotto il livello del ginocchio della gamba portante.
  • Trottole combinate e cambi di piede: Sequenze in cui l’atleta cambia posizione o piede d’appoggio senza interrompere la rotazione, aumentando la difficoltà tecnica.

L’Ina Bauer

L’Ina Bauer è un elemento di transizione molto coreografico, spesso considerato uno dei movimenti più eleganti del pattinaggio di figura. A differenza delle trottole, non è un movimento di rotazione sul posto, ma una figura di scivolamento che si esegue in movimento lungo una traiettoria.

Ecco le sue caratteristiche principali:

  • Posizione: Il pattinatore scivola su due piedi posizionati su scie parallele. I piedi sono rivolti in direzioni opposte (uno in avanti e l’altro all’indietro) con i talloni rivolti l’uno verso l’altro.
  • L’arco della schiena: La variante più celebre e spettacolare prevede che il pattinatore inarchi profondamente la schiena all’indietro (posizione layback) mentre percorre una curva sul ghiaccio.
  • Utilizzo: Viene spesso utilizzato come ingresso scenografico per un salto (famoso quello di Yuzuru Hanyū o Shizuka Arakawa) o come elemento di collegamento per mostrare flessibilità e controllo dei bordi.

La Danza su Ghiaccio (Ice Dance)

Oltre al pattinaggio artistico (singolo e di coppia), una disciplina fondamentale è la Danza su ghiaccio. Sebbene possa sembrare simile al pattinaggio di coppia, la danza ha regole e caratteristiche molto distinte:

  • Niente salti acrobatici: A differenza dell’artistico, nella danza non sono ammessi i salti multi-rotazione (come l’Axel o il Lutz) né i lanci. L’enfasi è tutta sui passi, sulla qualità del pattinaggio e sull’interpretazione musicale.
  • Ritmo e Musicalità: I danzatori devono pattinare seguendo rigorosamente il ritmo della musica. Le competizioni includono spesso la “Rhythm Dance” (con temi musicali specifici decisi dalla ISU ogni anno) e la “Free Dance” (danza libera).
  • I Sollevamenti (Lifts): Anche nella danza ci sono i sollevamenti, ma sono diversi da quelli dell’artistico: l’uomo non può distendere completamente le braccia sopra la testa portando la partner in alto; i sollevamenti devono essere più bassi, dinamici e basati su rotazioni e posizioni atletiche complesse.
  • I Twizzles: Sono l’elemento distintivo della danza. Si tratta di rotazioni veloci eseguite su un solo piede mentre ci si sposta lungo il ghiaccio. I due partner devono eseguirli in perfetto sincronismo, mantenendosi vicini.
  • Connessione tra i partner: Nella danza, i partner non possono stare separati per più di pochi secondi. La disciplina richiede una vicinanza costante e una grande fluidità nell’eseguire intricati giochi di gambe (footwork).

Curiosità

Sapevi che la danza su ghiaccio è diventata specialità olimpica solo nel 1976? È considerata la disciplina più vicina al ballo da sala, trasferita però sulla superficie scivolosa del ghiaccio.

 

Quando aerare una stanza d’inverno

Il momento e il modo migliore per aerare una stanza d’inverno è quello che massimizza il ricambio d’aria minimizzando la dispersione di calore.

Ecco i consigli chiave:

☀️ Quando Aerare (I Momenti Migliori)

  1. Al Mattino Presto: Appena ti svegli, apri le finestre per far uscire l’aria viziata accumulata durante la notte (ricca di \text{CO}_2 e umidità).
  2. A Metà Giornata (Ore Centrali): Se possibile, scegli la fascia oraria più calda della giornata (di solito tra le 10:00 e le 14:00 circa). Se c’è il sole, i raggi possono aiutare a ridurre l’impatto termico dell’aria fredda.
  3. Dopo Attività che Producono Umidità: Questo è cruciale, specialmente per prevenire la muffa:
  • Dopo la doccia/bagno.
  • Dopo aver cucinato (specialmente se l’aria è piena di vapore).
  • Dopo aver steso il bucato in casa (se lo fai, prova ad aerare subito).
  • Alla Sera: Un breve ricambio d’aria prima di andare a dormire per ossigenare la stanza.

💨 Come Aerare (Il Metodo Migliore)

Il metodo universalmente consigliato in inverno è la “ventilazione d’urto” o “ventilazione incrociata”.

Metodo Descrizione Durata Consigliata Vantaggi
Ventilazione d’Urto Aprire completamente le finestre della stanza e la porta per pochi minuti. 5 – 10 minuti Ricambio d’aria rapido ed efficiente; pareti e mobili non si raffreddano.
Ventilazione Incrociata Aprire finestre o porte su lati opposti della casa per creare una corrente d’aria. 3 – 5 minuti Il metodo più veloce per un ricambio d’aria completo.

 

​💡 Suggerimento: Prima di aprire le finestre, spegni i termosifoni nella stanza. In questo modo il termostato non reagirà al brusco calo di temperatura, evitando sprechi energetici.

⚠️ Cosa Evitare

  • Non lasciare le finestre aperte a vasistas (a ribalta) per lunghi periodi. Questo raffredda inutilmente le pareti, disperde molta energia e non garantisce un ricambio d’aria efficiente, favorendo anzi la condensa e la muffa negli angoli.
  • Non superare i 10 minuti di apertura se fuori fa molto freddo (sotto zero bastano anche 5 minuti).
  • Non lasciare aperte le finestre mentre i termosifoni sono accesi.

Aerare correttamente aiuta a mantenere l’umidità relativa interna nel range ideale (circa 40-60%), fondamentale per la salute e per la conservazione della casa, oltre a eliminare inquinanti interni e aria viziata.

 

Partholón

Partholón (o Partholon) è una figura centrale nel ciclo delle invasioni contenuto nel Lebor Gabála Érenn (Il Libro delle Invasioni d’Irlanda), un testo che racconta la storia mitica dell’isola.

🇮🇪 Il Primo Popolo dopo il Diluvio

  • Capostipite: Partholón è il leader del primo popolo, i Partholoniani (o Muintir Partholóin), che si insediò in Irlanda dopo il Diluvio Universale (secondo la pseudostoria cristiana medievale che ha influenzato il mito).
  • Origine: Lasciò la sua terra, talvolta identificata con la Scizia o la Migdonia, perché aveva ucciso suo padre, il re.
  • Arrivo in Irlanda: Sbarcò in Ériu (nome arcaico dell’Irlanda) e, secondo la tradizione, fu lui a portare le prime forme di civiltà sull’isola, come l’agricoltura e la costruzione dei primi palazzi.
  • La Terra Selvaggia: Quando arrivarono, l’Irlanda era una terra quasi brulla, con pochi fiumi e laghi; la leggenda narra che sotto il loro dominio la vegetazione crebbe rigogliosa e si formarono nuovi elementi morfologici.

⚔️ Il Conflitto con i Fomori

  • I Partholoniani dovettero subito scontrarsi con i Fomori, esseri mitici talvolta descritti come giganti o divinità marine, che sono considerati un’antica popolazione ostile o forze della natura selvaggia.
  • Dopo averli sconfitti, i Fomori furono cacciati nei mari del Nord.

💀 La Fine Triste

  • Dopo centinaia di anni di prosperità, l’intera popolazione dei Partholoniani fu sterminata da una terribile pestilenza in una sola settimana. L’evento è spesso ambientato nell’Antica Pianura (Senmag), vicino all’odierna Tallaght.
  • Sopravvivenza: Si dice che l’unico sopravvissuto fu Tuan mac Cairill, nipote di Partholón, che sfuggì alla morte trasformandosi in una serie di animali nel corso dei secoli, conservando così la memoria di tutte le invasioni fino al tempo di San Colm Cille (VI secolo d.C.), dove rinasce come uomo e racconta la storia.

📜 Una Nota Storiografica

È interessante notare che la figura di Partholón e l’intera sequenza delle invasioni (Partholón, Nemed, Fir Bolg, Túatha Dé Danann e Milesi) sono considerate un’invenzione medievale post-cristiana. Lo scopo era quello di dare all’Irlanda una storia che potesse allinearsi con la cronologia biblica, ricollegando le sue origini mitiche a figure come Noè o, nel caso di Partholón, al nome cristiano di Bartholomaeus (Bartolomeo).